Bombe fritte . Ricordi d’ infanzia .

Difficile trovare qualcuno che non ami le bombe fritte e che non ne conservi un ricordo dall’ infanzia . Quelle preparate dalle nonne o mamme, oppure quelle di alcune pasticcerie di quartiere, che si mangiavano rigorosamente bollenti e cosparse di zucchero . Vabbe’, mi sto lasciando andare alla commozione e cerco di tornare “sul pezzo”. Questa ricetta che vi propongo è senza uova né patate schiacciate,  provata lo scorso anno con un po’ di titubanza ma… che dire…risultato ottimo,  morbide e goduriose, anzi, è proprio l’ assenza dell’ uovo a renderle così.  Insomma, mi sono entusiasmata e perciò ecco le le dosi , per circa 25 bombe medio piccole: 600 gr di farina (un mix di 300 gr di farina w 350 o Manitoba , 200 gr 00 e 100 gr macinata a pietra tipo 2),  una  bustina di lievito madre essiccato addizionato a lievito di birra (oppure mezza bustina di ldb secco) , 70 gr di zucchero , 250 ml di latte, 80 gr di burro o un bicchierino (80/100 ml)  di olio di girasole,  buccia di arancia grattugiata,  crema spalmabile al cioccolato e/o confettura a piacere.  Mixate le farine, lo zucchero e il lievito secco in planetaria (o a mano) e aggiungere il latte appena tiepido . Usate il gancio a velocità media e fate bene incordare.  Se l’ impasto fosse troppo duro, aggiungete un filo di acqua. Dopo circa 10 minuti incorporate il burro morbido poco per volta  o l’ olio a filo e fate incordare di nuovo . Quando l’ impasto sarà perfettamente liscio ed elastico mettete a lievitare almeno 4 ore.  Vedrete l’ impasto raddoppiato di volume . A quel punto prendete dei pezzetti e formare delle palline grandi come un’ albicocca.  Schiacciatele sul piano di lavoro infarinato e un ognuna mettere un cucchiaino di crema al cioccolato (anche crema pasticcera ) o confettura,  richiudendo a pacchetto riformando delle palline.  Fatele riposare almeno mezz’ ora.  Poi friggetele in olio caldo ma non bollente (come per le castagnole) girandole spesso . A doratura avvenuta,  passatele su carta assorbente e poi nello zucchero semolato.  Servitele calde o tiepide e sentirete gli angioletti cantare 😄

Timballo…e sto!

Quanti di voi hanno spesso accarezzato l’ idea di prepararlo ma, spaventati dall’ apparente difficoltà,  hanno poi abbandonato l’ impresa? Datemi retta, potere farlo senza problemi,  magari acquistando una pasta brisee pronta, e avrete comunque ottimi risultati.  Ecco cosa occorre per circa 6 persone : due dischi di pasta brisee (pronta o preparata con 250 gr di farina, 120 di burro, un pizzico di sale e uno di bicarbonato. Otterrete un impasto sabbioso,  cui aggiungerete un filo di acqua fredda. Formato un panetto liscio, malleabile ma non duro,  a riposo in frigo almeno un’ ora), 350 gr di pasta a formato corto a piacere tra   penne, tortiglioni,  rigatoni ecc, un litro di passata di pomodoro cotta brevemente con olio.  cipolla e basilico alla fine, besciamella (30 gr di farina stemperata a fiamma bassa con 70 gr di burro,  latte caldo, 250 di latte versato a filo, noce moscata e sale alla fine)  anche pronta va bene,  specie se siete intolleranti al lattosio usatela di soia, parmigiano, un fiordilatte vaccino a dadini ben scolato..  Procedimento: stendete la brisee in due dischi,  con il primo rivestite l’ interno di uno stampo chiuso con anello a cerniera e rivestito di carta forno, versatevi un primo strato di  pasta condita con il pomodoro (appena tiepida) ,  versate la besciamella e spargete il parmigiano e la mozzarella a dadini. Idem per il secondo strato.  Poi chiudete col secondo disco e sigillate bene i bordi.  Cottura a 180 gradi per 30/40 minuti. Lasciate stiepidire e poi trasferitelo su un piatto da portata.  Al taglio ci sarà un bell’ effetto tra guscio di sfoglia e ripieno.  E farete un figurone con poca fatica 😉. PS- è chiaro che questo timballo si presti a numerose varianti,  vegetariane e non; potrete utilizzare un ragù di carne o di funghi  al posto del pomodoro semplice,  una scamorza affumicata invece del fiordilatte o fare una versione in bianco con funghi, besciamella e salsiccia.  A voi la scelta 😉

Gnocchi alla sorrentina

Ecco un primo semplice quanto buono,  che quasi tutti conoscono e che non possono fare a meno di amare.  Gli gnocchi alla sorrentina contano pochi ingredienti di qualità: gli gnocchi, se non li fate in casa, acquistateli buoni,  privi di patate disidratate, che  le abbiano cotte a vapore nell’ impasto.  Lo stesso valga per il pomodoro,  io uso un mix di passata e polpa finissima e devo dire che non delude mai. Ecco la ricetta per quattro persone: 800 gr di gnocchi (fatti in casa o pronti),  mezzo litro di passata di pomodoro più un barattolo (350 gr circa)  di polpa tritata finissima,  mezza cipolla,  abbondante basilico,  un fiordilatte tagliato a pezzi e fatto scolare,  sale ed olio extravergine buono. Preparate la salsa come d’ abitudine.  Lessate gli gnocchi,  poi scolateli e conditeli col pomodoro.  Versateli in una pirofila (preferibile di coccio ma va bene anche altro materiale),  formate un primo strato,  versate altra salsa e fiordilatte a pezzi. Secondo strato allo stesso modo. Infornare a 190 gradi per 20/25 minuti fino a quando sarà fusa e priva di latticello la mozzarella.  A piacere potrete cospargerli di parmigiano grattugiato prima di infornare.  Ed ecco in poco tempo un primo che darà la massima soddisfazione. Consigliato anche se avete ospiti improvvisi o per una cena golosa al volo.  Buon appetito e… alla prossima ricetta 😉.

Castagnole e frittelle di riso. Fritto, m’hai provocato e io…

Neanche finite le festività natalizie ed ecco circolare in rete foto invitanti di fritti del carnevale… ho resistito pochi giorni, volevo aspettare ancora un po’ ma, ahimè,  sono debole e ho ceduto 😊. Perciò mi sono buttata a friggere come non ci fosse un domani,  per prima cosa con un classico del carnevale (le castagnole),  poi con una new entry (le frittelle di riso),  che si è rivelata una bella scoperta. Per quanto riguarda la prima, tutti hanno una ricetta di famiglia o cavallo di battaglia.  Io vi posto la mia, anche questa tratta da quaderni di mamme e nonne scritti a mano un po’ sbiaditi.  È semplicissima e dovrete solo fare attenzione alla frittura,  il resto lo farete a occhi chiusi.  Impastate 400 grammi di farina 00 mista a mezza bustina di lievito per dolci con 3 uova medie,  150 gr di zucchero,  70 gr di burro morbido,  2/3 cucchiai di latte, la buccia grattugiata di un limone bio, olio di arachide o girasole per friggere . Formate un impasto sodo ma malleabile.  Formate tante piccole sfere che friggerete ad una temperatura media.  Attenzione a non scaldare troppo l’ olio, verrebbero troppo scure e malcotte all’ interno. Giratele per una cottura uniforme e toglietele dall’ olio solo quando le vedrete  ben dorate. Passaggio su carta assorbente e poi cospargete di zucchero a velo. Veniamo ora alle frittelle di riso- ricetta diffusa tra Toscana e alto Lazio,  poco a Roma dove non ho mai avuto modo di mangiarle.  Dopo un esame di varie ricette in rete, ho fatto una sintesi apportando delle modifiche ed ecco le dosi: 200 grammi di riso originario (per timballi e minestre),  due tazze di latte,  100 grammi di farina mista a mezza bustina di lievito per dolci,  80 grammi di zucchero,  una manciata di uva passa ed altrettanto arancio candito macerati nel rum, 25 grammi di pinoli, un tuorlo e un cucchiaio di liquore tipo amaretto (facoltativo), olio di arachide o girasole per friggere . Cuocete il riso nel latte facendo assorbire bene il liquido.  Una volta freddo aggiungere il resto degli ingredienti ottenendo una pastella fluida ma non troppo liquida. Fate scaldare bene l’ olio (stavolta deve essere ben caldo, senza fumare, mi raccomando) e versateci il composto a cucchiaiate.  A un certo punto le frittelle saliranno a galla e le girerete.  Quando le vedrete dorate,  asciugatele  bene sulla carta assorbente e servitele immediatamente,  anche se,  rimanendo, una volta fredde saranno comunque buone. Insomma, io un’ idea ve l’ ho data. Volete provare?  😉😉😉

Mandorle sabbiate (semplici quanto golose)

Chi non ama queste mandorle,  anche come dolce del ricordo,  di quando eravamo ragazzini e le compravano alle bancarelle delle fiere? Quel profumo di zucchero e frutta secca tostata ancora me lo ricordo, e ogni tanto mi va di risentirlo. Chiunque le abbia provate, mi ha chiesto la ricetta. Anche se le feste sono trascorse, saranno sempre gradite,  per un buffet o una coccola per accompagnare il caffè. Perciò provvedo, anticipandovi che possono farle tutti, anche i meno esperti, basta seguire due passaggi fondamentali,  poi il resto viene da sé.  Procuratevi mandorle (300/400 gr), anche miste a nocciole se volete, zucchero di pari peso (se grezzo, contate 20/30 grammi in meno,ed acqua di peso pari alla metà dello zucchero.  In una padella capiente (io uso quella wok) fate sciogliere acqua e zucchero.  Versate le mandorle girando ogni tanto,  lasciando restringere.  A un certo punto il liquido sarà evaporato e lo zucchero avrà un aspetto granuloso, sabbioso appunto. A quel punto…stop! Girate molto velocemente e stendetele subito su una teglia rivestita di carta forno e infornate a 180 gradi per 10/15 minuti per fare bene saldare il rivestimento di zucchero.  Infine ripassatele nella padella per caramellare parzialmente la frutta secca (senza tenerle troppo). Fate freddare sulla teglia e poi saranno pronte per essere consumate. Non usate aromi artificiali come la vanillina (orrore)  né altro,  sono buone così. Possono consumarle tranquillamente sia i celiaci che gli intolleranti al lattosio. Si conservano in un contenitore ermetico per 2/3 settimane.  Ma finiranno prima 😄

Crocchette ceci, menta e pecorino (vegetariano is beautiful)

E pure queste feste sono finite… molti di noi avranno fatto qualche peccato di gola in più,  ma che feste sarebbero? L’ importante è tornare a regime.  E lo faremo in modo soft, con una ricetta golosa, ma assolutamente sana, consigliata anche per un aperitivo o un antipasto sfizioso.  Le crocchette di ceci,  così come quelle di melanzane,  sono sì vegetariane, ma tanto buone,  perché comunque devono essere fritte.  Non cercate alternative ligh,  o fritte o niente.  Al forno ci perderebbero troppo in sapore e consistenza.  Perciò ecco come fare. Procuratevi 500 gr di ceci già lessati in acqua salata passati al mixer, 2 tuorli (conservando gli albumi per la panatura),  100 gr di pecorino,  una manciata di menta, gli albumi rimasti,  abbondante pangrattato e olio di girasole per friggere.  Impastate tutti gli ingredienti e  tenete il composto in frigo per mezz’ ora circa.  Formate poi delle polpette che passerete negli albumi battuti e nel pangrattato.  Friggetele poi in abbondante olio di girasole girandole per farle dorare in modo uniforme.  Non devono cuocere troppo, solo colorirsi.  Servitele calde o tiepide,  ma anche fredde hanno il loro perché.  E godetevi ora questo fritto senza tanti sensi di colpa.  Dato che sono molto semplici quanto buone,  sono quasi sicura che le farete spesso 😉.