Mostaccioli morbidi al miele

Ci avviciniamo al ponte dei Santi e ogni regione propone i suoi dolci tipici. Questi mostaccioli calabresi non sono prettamente di questo periodo,  vengono in genere preparati ogni volta che ci sia occasione per festeggiare: le sante Feste,  un matrimonio ,  un battesimo,  una laurea.  Per me sono un pezzo di infanzia e di cuore e ogni volta che li assaggio provo un filo di nostalgia . Continuo a prepararli per non perdere questo ricordo e li consiglio a tutti perché sono assolutamente leggeri e sani , oltre che di una semplicità che non ti aspetti, adatti agli intolleranti perché privi di latte e derivati. Ecco la ricetta (per una ventina di biscotti medio-piccoli): 500 gr di farina 00,  mezza bustina di lievito istantaneo,  350 gr di miele millefiori (o comunque un miele delicato, evitate gusti amari e decisi come il castagno o la melata di bosco), due uova bio,  100 gr di olio d’ oliva leggero o di girasole. Non aggiungete zucchero. Impastate tutto in planetaria o a mano e formate delle piccole sfere che schiaccerete leggermente sulla sommità . Disponetele in teglia, un po’ distanziate tra loro e passatele in forno ventilato a 170 gradi per circa 20 minuti. Una volta cotti,  preparate la glassa con un albume pastorizzato (si vendono in confezione da 400 grammi, magari da acquistare se dovete utilizzarli per altro), un cucchiaino di succo di limone e 200 gr di zucchero a velo. Mescolate bene in planetaria o con fruste elettriche fino ad ottenere una crema .Se l’ albume non è pastorizzato cuocete la glassa a bagnomaria per cinque minuti.  Spalmate il composto velocemente sui biscotti (si asciuga presto) e decorate con confettini colorati.  Fate asciugare all’ aria e consumateli dopo un giorno o due,  perché saranno più morbidi e profumati per via del miele che si “rilassa” e lascia profumi. Sono buoni per ogni occasione,  molto graditi anche dai bambini alle loro feste di compleanno.

Ciambella al grano saraceno e crema (tutto gluten free e no lattosio)

Come avrete notato , sto approfondendo e mettendo a punto le ricette gluten free e senza lattosio.  Questa ciambella, oltre ad essere leggerissima,  è molto originale e profumata per la presenza del grano saraceno nell’ impasto . La crema è realizzata secondo la ricetta di Luca Montersino,  vi assicuro che è eccezionale per la facilità dell’ esecuzione e per il risultato (tenete conto che è una crema che non va girata in cottura ). Insomma .passiamo agli ingredienti,  senza perderci in lunghe premesse: 150 grammi di farina di miglio,  150 di grano saraceno (entrambe gluten free), 50 grammi di farina extrafine di riso,  250 gr di zucchero,  1 cucchiaino di bicarbonato sciolto nel succo di mezzo limone,  la buccia grattugiata di un limone bio. 4 uova medie, mezzo bicchiere di olio di girasole e mezzo di bevanda di soia.  Montate gli albumi con un pizzico di sale e metà dello zucchero , poi fate lo stesso com i tuorli , aggiungendo poi i liquidi,  alternandoli alle farine . Infine il bicarbonato misto a limone e gli albumi montati.  Cottura a175 gradi per 40/45 minuti (io ho usato uno stampo da chiffon cake unto con margarina di soia,  voi usate pure,  se volete,  uno tradizionale da ciambellone).  Ora passate alla crema: fate scaldare fino a bollore 450 ml di bevanda di soia alla vaniglia con 50 g di margarina di soia . Montate 4 tuorli con 120 gr di zucchero con l’ aggiunta di 17 gr di amido di mais ed altrettanti di farina extrafine di riso (o amido).  Quando il latte emette una leggera schiuma,  versate di colpo la soluzione uova/zucchero/amidi. Lasciate incorporare tutto. Quando il mix di uova sarà totalmente inglobato nel liquido (non vedrete più il giallo) , mescolate velocemente e togliete dalla fiamma. Passate il pentolino in una coppa di acqua fredda per far freddare la crema a bagnomaria,  girandola di tanto un tanto.  Questo è un metodo eccezionale anche per la crema pasticcera,  di cui vi parlerò nel prosieguo,  perché non dovete fare alcuna fatica per girarela ed eviterete la formazione degli odiosi grumi.  Ed ora non vi resta che provare il tutto , sia che abbiate intolleranti in famiglia, sia che vogliate consumare un dolce sano e leggero . Fatemi sapere 😉

Focaccia bianca fatta all’ antica

Ecco una focaccia semplice,  il jolly che ti risolve un pasto principale o un aperitivo al volo,  basta abbinarci affettati, insalate,  formaggi ecc.  Io l’ ho preparata col lievito madre , che mi è stato gentilmente offerto dalle signore di un corso che a breve frequentero’,  lievito che ogni 6/7 gg sto rinfrescando con la meticolosità di un monaco certosino. Dal momento che parlerò più diffusamente del lm quando sarò pienamente edotta in merito, vi consiglio  per ora di usarlo per questa focaccia solo se ne avete già a disposizione.  Oppure, alternativa ugualmente valida, userete un lievito di birra secco,  basta usarne poco e far lievitare a lungo . Ecco le dosi :400 grammi di farina macinata a pietra di tipo 2 (non transigete sulla qualità della farina,  sia per la focaccia che per altri lievitati) , 100  grammi di lievito madre oppure un cucchiaino scarso di lievito di birra,  acqua  a temperatura ambiente di metà peso rispetto a quello della farina (orientativamente ),  un pizzico di sale.  Se usate il lm fatelo acclamatare fuori dal frigo per un’ oretta,  poi scioglietelo nell’ acqua e dopo aggiungete la farina poca alla volta , usando la planetaria con gancio oppure a mano.Se invece usate il lievito secco,  mescolatelo alla farina prima di utilizzarla. Dovrete ottenere, in entrambi i casi, un panetto morbido e malleabile, incordato senza esasperazione ,  non duro né troppo molle.  Lo farete lievitare per almeno 6/7 ore in forno chiuso e spento,   poi a riposare in frigo  in un contenitore in plastica per alimenti coperto da un telo di cotone (parte alta del frigo) possibilmente per una notte.  Poi lo toglierete dal frigo,  attendendo circa un’ ora, lo stenderete in teglia e lo lascerete lievitare un’ altra ora .  Un giro di olio buono e un pizzico di sale,  poi in forno a 200 gradi per 25/30 minuti.  Servitela calda,  con ciò che più vi piace,  anche in versione dolce (crema spalmabile al fondente).  Come vedete , non è difficile,  basta tener presente solo tre fattori fondamentali: l’uso moderato del lievito,   la lievitazione lunga e la maturazione dell’ impasto (lasciarlo quieto senza toccarlo).  Oltre alla qualità della farina, di cui vi ho parlato. Ed ora provatela , e fatemi sapere 😉

Torta pere e cacao senza lattosio

Ecco un dolce semplice e assolutamente irresistibile,  cui non potrete dire di no.  In questa versione troverete l’ olio al posto del burro,  una parte di farina integrale e il bicarbonato al posto del lievito :tutto questo renderà la torta morbida e profumata per giorni, basterà tenerla coperta con la stagnola o in un contenitore con chiusura a scatto . Oltretutto è senza latte e derivati, perciò adatta agli intolleranti. Ecco cosa vi serve: 3 uova bio, 3 pere gialle piccole tagliate a dadini (o altra qualità a vostro gusto), 180 grammi di zucchero grezzo , 130 grammi di farina 00, 130 grammi di farina 00 integrale bio, 40 grammi di cacao amaro equisolidale,  1 cucchiaino e mezzo di bicarbonato di sodio disciolto in qualche goccia di limone, 1 bicchierino di olio di girasole,  due cucchiai di yogurt bianco di soia,  mezzo bicchiere di bevanda di mandorle.  Montate a lungo, per 8/10 minuti le uva intere con lo zucchero fino a triplicare il loro volume.  Aggiungete a filo (continuando a montare con fruste o planetaria)  l’ olio,  lo yogurt e la bevanda vegetale . Poi aggiungete gli ingredienti secchi, il bicarbonato sciolto nel limone e infine le pere.  Cottura a 180 gradi per 30 minuti poi a 170 per altri 10/15 minuti.  Lasciate freddare e spolverate di zucchero a velo.  È buona sempre, per la colazione o per una pausa sana e golosa . Consigliata al 💯 x 💯 😉

Crocchette di melanzane: dalla Calabria con amore

 

Ecco un altro piatto del cuore,  tipico della Calabria e molto popolare in famiglia e nella mia cerchia di amici.  Le crocchette di melanzane sono un salva cena fenomenale oppure l’ idea brillante per un aperitivo o un buffet finger food.  Sono facilissime e, vi assicuro,  faranno felici grandi e piccoli (tra l’ altro, sono un espediente eccezionale per far accettare dai bambini le melanzane che, essendo vegetali, non riscuotono consensi tra loro).  Occorrono (per circa 20 crocchette) :3 melanzane medie,  ottime anche quelle chiare , due uova medie intere , mezza provola affumicata a dadini (150 gr circa),  pangrattato,  sale, pepe, menta tritata (se piace),olio evo per l’ impasto e di girasole per friggere . Cuocete le melanzane a dadini in padella senza olio né sale fino a che non si riducano e perdano la loro acqua di vegetazione.  A metà cottura aggiungere un po’ di olio   il sale e le spezie.  Fatele ammorbidire bene poi schiacciatele con la forchetta.  Una volta fredde aggiungete un uovo intero e tanto pangrattato fimo ad ottenere un impasto sodo. Formatele ed inserite in ciascuna un dado di provola,  richiedendo bene. Passatele poi nell’ uovo battuto e nel pangrattato.  Friggetele a fiamma vivace girandole spesso fino.a doratura. Sono ottime sia calde che fredde.  Provatele presto 🔜