Cookies con scaglie di cioccolato 🍪

Era da un po’ che mi frullavano in testa…troppo golosi per resistervi ma anche molto calorici nella loro versione originale. Alla fine ha prevalso la via di mezzo: cookies e va bene, ma con meno zucchero e burro (che era veramente troppo nella ricetta americana). Ho però seguito alcune video ricette u.s.a. ed ho appreso delle dritte davvero interessanti circa gli ingredienti, quali ad esempio quello di smezzare la farina con quella di tipo 1 (avranno la giusta consistenza) e lo zucchero con quello integrale grezzo di canna (saranno più aromatici). Imprescindibile poi il cioccolato fondente sminuzzato con il coltello; evitate le gocce di cioccolato perché non hanno lo stesso sapore intenso.In ogni caso sono molto semplici da fare e quindi …iniziamo. Procuratevi : 200 gr di cioccolato fondente sminuzzato, 1 uovo intero ed 1 tuorlo, 190 gr di zucchero (metà grezzo di canna e metà semolato classico), 300 gr di farina (metà di tipo 1 e metà doppio zero), mezzo cucchiaino di bicarbonato, 180 gr di burro fuso leggermente salato (oppure smezzato con quello tradizionale). Montate per pochi minuti le uova con lo zucchero poi incorporate alternando farina mista a bicarbonato al burro fuso . Lavorate per poco tempo aggiungendo solo alla fine il cioccolato. Lasciate solidificare in frigo x un’ora/due. Poi formate delle palline (mezzo cucchiaio di composto) e disponetele in due teglie medie rettangolari di medie dimensioni (otterrete circa 40 biscotti) schiacciandole leggermente sulla sommità. Cottura a 175 gradi per 15 minuti . Fate freddare e provateli . Poi fatemi sapere 😊

Ciambelline all’anice. Il buono della semplicità.

Chi di noi non ha mai provato qualcuna di queste ciambelline al vino, per chiudere un pasto oppure per una pausa dolce senza sensi di colpa? C’è da dire che sono di una semplicità quasi disarmante , e altrettanto buone e leggere. Le ho voluto inserire nel blog perché in molte mi avete chiesto la ricetta e perché , alla fine , le ricette facili sono quelle che più invitano a testare in casa quanto letto. Perciò ecco cosa serve, e poi, mi raccomando, mettetevi all’opera😁. Procuratevi : 250 gr di farina di tipo uno, 250 gr di farina 00, un cucchiaino di bicarbonato, un cucchiaio e mezzo di semi di anice, un bicchiere abbondante di spumante oppure vino (bianco o rosso) e poco più di mezzo bicchiere di olio. Impastate tutto ottenendo un impasto liscio e malleabile. Formate dei cordoncini e poi le ciambelline. Se volete, passatele anche nello zucchero semolato (io ho evitato questo passaggio perché le preferisco al naturale). Poi in forno a 180 gradi per 15 minuti . Con questa dose ne verranno circa 50 o più . Ma non ne avanzeranno . Ottime anche per piccoli cadeau dolciari, come vedete nella foto.

Frappe, mica chiacchiere!

A Roma le chiamiamo frappe, non ammettiamo eccezioni, anche se in ogni parte d’Italia diventano, a seconda delle zone, cenci, bugie, chiacchiere ecc. Ma sapete com’è, noi romani siamo diretti e non ci giriamo intorno ; chiamiamo tutto con il suo nome e non arretriamo di un millimetro. E poi , come già detto per le castagnole, devono essere fritte , anche qui rigore e intransigenza , mi raccomando. Quanto alla ricetta , io vi consiglio quella del maestro Massari, che prevede l’uso della farina Manitoba, ricca di glutine . Io la smezzo con la doppio zero e vi assicuro che il risultato è eccezionale. La maglia glutinica rende l’impasto quasi impermeabile all’olio di frittura e le frappe saranno asciutte e croccanti come poche altre che troverete nel web. Vi occorrono: 250 gr di farina Manitoba, 250 gr di farina 00, 60 gr di zucchero, 3 uova medie, un bicchierino e mezzo di limoncello o grappa, la buccia grattugiata di un limone bio, 60 gr di zucchero, 60 gr di burro. Impastate tutto fino ad ottenere un impasto liscio e malleabile. Fate riposare 2/3 ore coperto con un telo di cotone. Poi stendete le sfoglie con la macchina per la pasta . Fatele sottili, fino al penultimo foro che regola lo spessore. Tagliatele con la ruota e friggetele subito in olio di girasole caldo ma non bollente. Giratele velocemente e, una volta dorate, passatele su carta assorbente. Alla fine zucchero a velo. Vi dico solo: provatele. Poi fatemi sapere.

Il migliaccio (parte seconda)

Sapete quanto io ami la cucina del Sud e sia sensibile ad ogni preparazione, sia dolce che salata , proposta durante feste e ricorrenze . Ed il migliaccio napoletano è una di quelle . Immancabile durante il carnevale, talmente buono e semplice da avere varcato i confini della Campania ed essere apprezzato un po’ ovunque. Avevo già postato questa ricetta , ma la ripropongo con delle piccole precisazioni ; l’esecuzione è semplice ma la differenza in questi casi la fanno gli ingredienti. Non transigete sulla ricotta, deve essere assolutamente fresca e di ottima qualità. Io la divido tra vaccina e di bufala, voi ovviamente usate quella che più gradite (pecora e vaccina o solo quest’ultima); l’importante che sia fresca e ben scolata dal suo siero. Le uova: usate quelle medie e non più di tre . Troppe uova renderebbero il dolce duro e poco “avvolgente”. Detto questo, passiamo agli ingredienti: 250 gr di semolino, 800 ml di latte alta qualità, 270 gr di zucchero, 3 uova medie, 300 gr di ricotta fresca di qualità (vedere sopra), la buccia grattugiata di un arancia . Fate bollire il latte con 70 gr di zucchero, poi versate molto lentamente il semolino, poco alla volta, girando bene ed evitando i grumi . Fatelo freddare. Montate le uova con il resto dello zucchero, 200 gr, la buccia d’arancia, poi aggiungete il semolino . Otterrete una crema morbida tendente al liquido ma è normale. Cuocete in stampo medio cm 23 a 180 gradi i primi 15 minuti, poi abbassate a 170 per i rimanenti 45 (tempo complessivo 60 minuti) . Lasciate il migliaccio in forno spento con sportello socchiuso per altri 10 minuti, poi estrarremo. Fate freddare completamente e cospargete di zucchero a velo. È di una bontà assoluta quindi provatelo👍😊