Riso venere con gamberi, tonno e verdure miste

Ecco un piatto veloce e di sicuro gradimento, soprattutto se volete proporre qualcosa di diverso ed etnico. Il riso venere, come quello rosso,  è ricco di proprietà nutritive , non ha la quantità di amido e zuccheri del riso tradizionale (che comunque adoro e invito a utilizzare in svariate ricette) e perciò è l’ ideale per chi sta seguendo un’ alimentazione controllata per non prendere peso . L’ unico inconveniente è il tempo lungo di cottura , circa 45 minuti ; perciò vi consiglio quello trattato a vapore (parboiled) , che prevede tempi più ragionevoli.  La versione che vi propongo è con i gamberi e tonno,  ma,  chiaramente , potrete dare libero sfogo alla vostra fantasia e condirlo come più vi piace. Gli amici vegetariani potranno omettere il pesce utilizzando le verdure di stagione miste a legumi come i ceci Per 4 persone occorrono :320 gr di riso nero parboiled,   400 gr di gamberi freschi o surgelati (in tal caso, scottati prima  in acqua bollente per pochi minuti), 250 gr di filetti di tonno in vetro,  un trito di verdure miste per soffritto (circa 120 gr) surgelato e già scottato in acqua bollente,  una abbondante manciata di curry dolce (usate pure quello più forte se volete , in minore quantità),  olio extravergine , sale.  Una volta cotto il riso,  scolatelo e saltatelo in una padella wok dove avrete già insaporito con olio e sale i gamberi,  le verdure e il tonno per pochi minuti . Mescolate a fiamma vivace , aggiungendo sale o olio se necessario , e a fine cottura il curry. Servite tiepido o anche nella versione fredda come insalata di riso.  È molto versatile ed è l’ ideale da proporre in un buffet perché è veloce e molto sfizioso.  Provatelo e fatemi sapere 😉

Castagnole e frittelle di riso. Fritto, m’hai provocato e io…

Neanche finite le festività natalizie ed ecco circolare in rete foto invitanti di fritti del carnevale… ho resistito pochi giorni, volevo aspettare ancora un po’ ma, ahimè,  sono debole e ho ceduto 😊. Perciò mi sono buttata a friggere come non ci fosse un domani,  per prima cosa con un classico del carnevale (le castagnole),  poi con una new entry (le frittelle di riso),  che si è rivelata una bella scoperta. Per quanto riguarda la prima, tutti hanno una ricetta di famiglia o cavallo di battaglia.  Io vi posto la mia, anche questa tratta da quaderni di mamme e nonne scritti a mano un po’ sbiaditi.  È semplicissima e dovrete solo fare attenzione alla frittura,  il resto lo farete a occhi chiusi.  Impastate 400 grammi di farina 00 mista a mezza bustina di lievito per dolci con 3 uova medie,  150 gr di zucchero,  70 gr di burro morbido,  2/3 cucchiai di latte, la buccia grattugiata di un limone bio, olio di arachide o girasole per friggere . Formate un impasto sodo ma malleabile.  Formate tante piccole sfere che friggerete ad una temperatura media.  Attenzione a non scaldare troppo l’ olio, verrebbero troppo scure e malcotte all’ interno. Giratele per una cottura uniforme e toglietele dall’ olio solo quando le vedrete  ben dorate. Passaggio su carta assorbente e poi cospargete di zucchero a velo. Veniamo ora alle frittelle di riso- ricetta diffusa tra Toscana e alto Lazio,  poco a Roma dove non ho mai avuto modo di mangiarle.  Dopo un esame di varie ricette in rete, ho fatto una sintesi apportando delle modifiche ed ecco le dosi: 200 grammi di riso originario (per timballi e minestre),  due tazze di latte,  100 grammi di farina mista a mezza bustina di lievito per dolci,  80 grammi di zucchero,  una manciata di uva passa ed altrettanto arancio candito macerati nel rum, 25 grammi di pinoli, un tuorlo e un cucchiaio di liquore tipo amaretto (facoltativo), olio di arachide o girasole per friggere . Cuocete il riso nel latte facendo assorbire bene il liquido.  Una volta freddo aggiungere il resto degli ingredienti ottenendo una pastella fluida ma non troppo liquida. Fate scaldare bene l’ olio (stavolta deve essere ben caldo, senza fumare, mi raccomando) e versateci il composto a cucchiaiate.  A un certo punto le frittelle saliranno a galla e le girerete.  Quando le vedrete dorate,  asciugatele  bene sulla carta assorbente e servitele immediatamente,  anche se,  rimanendo, una volta fredde saranno comunque buone. Insomma, io un’ idea ve l’ ho data. Volete provare?  😉😉😉

Suppli’. Perche’ se non e’ fritto non ci piace

A Roma i supplì sono una istituzione. Nel periodo recente,  ahimè,  troviamo di rado nelle rosticcerie e pizzerie quelli fatti artigianalmente,  e la differenza purtroppo si sente.  Bisogna andare mirati, nei locali che conosciamo,  per trovare un buon prodotto.  Altrimenti,  li prepariamo in casa.  Quelli tradizionali vogliono un bel ragù fitto di carne nel loro condimento,  poi nel tempo se ne sono aggiunti altri, per esempio quelli cacio e pepe, devo dire ottimi. Io, per il fatto che non consumo carne, ho scelto una via di mezzo. Non è un ibrido che ho inventato io, se ne trovano in giro e molto buoni.  Questa versione che vi propongo,  secondo me è la migliore.  Vediamo gli ingredienti, per circa 25 supplì : 300 grammi di riso. Piccola parentesi: molti puristi usano l’ Arborio, secondo me i supplì,  almeno quelli che ricordo di quando ero ragazzina, vogliono il riso fino, chicchi piccoli, quello per timballi e minestre.  Si compatta meglio e rende benissimo in frittura.  In ogni caso ognuno è libero di usare il tipo di riso che vuole,  escludendo quello integrale, nero o basmati, è chiaro.  Torniamo agli ingredienti.  Tanto pomodoro,  non lesinate, io per 300 grammi di riso ho usato un barattolo di polpa di pomodoro bio da 400 gr più mezzo litro di passata.  Il riso assorbe e,  data l’ assenza della carne,  deve avere sapore. Poi serve una cipolla, sale, basilico, ovviamente olio evo (sempre per la salsa),  due uova bio, un fiordilatte a cubetti grandi,  pangrattato e olio di girasole per friggere.  Mettete a cuocere la salsa con olio, cipolla basilico e un po’ di sale. A metà cottura aggiungete il riso e fatelo insaporire per 7/8 minuti.  Poi, poco alla volta, aggiungete acqua bollente salata fino a completamento della cottura (lasciandolo al dente).  Trasferitelo (togliendo cipolla e basilico)  su un piatto da portata per freddare, aggiungete due tuorli mescolando bene. Poi coprite con una pellicola e mettete in frigo. Dopo circa un’ ora formate i supplì (oblunghi, non sferici come gli arancini),  inserite un dado di fiordilatte e poi richiudete, aiutandovi con le mani bagnate,  poi passaggio nell’ albume battuto e pangrattato in abbondanza. E così via, fino all’ ultimo pezzo. Fateli riposare in frigo fino al momento di cuocerli. La frittura deve essere vivace ma non eccessiva, girateli spesso ed evitate che scuriscano. Scolateli passandoli poi nella carta assorbente. E mangiateli caldi, col fiordilatte che fila. Proprio come per i supplì “al telefono” di quando eravamo piccoli.