Brioche con lievito madre

Ecco una brioche che va bene per tutte le occasioni: colazione, brunch, merenda , dopo pasto ecc. A dispetto del titolo , potete tranquillamente usare anche il lievito di birra (io preferisco quello secco , per questa dose è sufficiente un cucchiaino e mezzo). L’ unico consiglio che posso darvi su questa preparazione, è la necessità di preparare la biga , quindi scegliere una lievitazione indiretta , che garantirà maggiore morbidezza e profumo all’ impasto. Ecco cosa occorre: biga preparata con 120 gr di lievito madre rinfrescato da poco, 120 di farina di forza (w 260) un cucchiaino di zucchero ed acqua a temperatura ambiente, quanto basta ad ottenere una consistenza molto morbida / 400 gr di farina (suddivisa al 50% tra farina di forza e farina 0 per pane e pizze ) , 120 gr di zucchero , 4 tuorli, 200 gr di burro morbido, mezzo bicchiere di latte a temperatura ambiente, 70 gr di mirtilli essiccati fatti rinvenire nel moscato o passito . Procedimento: lasciate lievitare la biga per almeno 3 ore . Aggiungete prima i ingredienti liquidi (tuorli battuti con il latte) e impastare con la foglia della planetaria. Poi, poca alla volta, la farina (usando il gancio) . Fate incordare bene (almeno 10/15 minuti) poi incorporate il burro morbido, di nuovo incordare e per ultimi i mirtilli. Fate lievitare almeno 10 ore (una notte in frigo nella parte alta sarebbe opportuna). Fate tornare a temperatura ambiente l’ impasto poi con poca farina sul piano di lavoro date alcune pieghe e poi la forma che preferite (io ho scelto la chiocciola, potete anche fare delle piccole sfere ravvicinate ). Ancora a lievitare per 3/4 ore , spennellare la superficie con un po’ di latte , cospargere di granella di zucchero, poi cottura a 170 gradi per 45 minuti. Fate sempre la prova stecchino. Servitela alcune ore dopo, perché il lm avrà sprigionato i suoi profumi , anche prima se avete usato il ldb.

Colomba con lievito madre

Questo è un dolce non proprio di facile esecuzione, lo ammetto; è consigliabile avere una certa dimestichezza con il lm e con i lievitati in generale. Però , una volta memorizzati certi passaggi vi assicuro che il risultato sarà eccellente e vorrete ripetere l’ opera quanto prima . È assolutamente necessario tenere presente , prima di realizzarla , dei punti fondamentali: 1) i tempi , perché occorrono due giorni di lavorazione. Perciò armatevi di pazienza, perché la fretta comprometterebbe di certo il risultato. Inizierete il lavoro il pomeriggio (ore 16 circa) con la preparazione della biga, poi alle 20,30 circa preparerete il primo impasto e lo farete lievitare tutta la notte . La mattina seguente farete il secondo impasto poi, dopo i passaggi necessari, cuocerete la colomba nel pomeriggio, intorno alle 17. Se non avete tempo di fare tutto questo , vi sconsiglio questa preparazione ; 2) il lievito madre , che va rinfrescato il giorno prima con la stessa farina che userete per la colomba , più un ulteriore”rinfresco” che è la biga che farete il primo giorno e che sarà il principio del lavoro ;3) la farina, che deve essere forte, W 380 , adatta a questo tipo di preparazione . Il glutine serve ad incordare a dovere l’ impasto e a dare struttura a un dolce come questo. Se non reperite questa farina (io uso la Garofalo ) usate una Manitoba , che ha comunque la necessità quantità di glutine . Detto questo, ecco gli ingredienti: primo impasto – 95 grammi di lievito madre rinfrescato il giorno prima, 100 gr di acqua, 70 gr di zucchero, 85 gr di tuorli, 235 gr di farina W 380, 1 gr di sale, 60 gr di burro morbido. Secondo impasto- 75 gr di farina W 380, 20 gr di acqua, 60 gr di zucchero, 70 gr di tuorli, 70 gr di cioccolato bianco, mix aromatico di miele(7 gr) , la buccia di un’ arancia non trattata e la polpa di mezza bacca di vaniglia fusi a bagnomaria, 85 gr di burro morbido, 2 gr di sale, 80 gr di canditi (arancio o cedro) , 80 grammi di albicocche disidratate morbide tenute a bagno per mezz’ora ora in acqua e un filo di rum, glassa preparata con mezzo albume (circa 15 gr), mezza busta di zucchero a velo (60 gr), 2 cucchiai abbondanti di farina di mandorle , un cucchiaino di amaretto di Saronno, 60 gr di mandorle intere con la buccia, granella di zucchero . Procedimento: il pomeriggio del 1 giorno (h 15 circa ) togliete dal frigo la quantità di lm necessaria (già rinfrescata il giorno precedente) e fatela acclimatare circa un’ ora . Poi aggiungetevi 50 gr di acqua (di quella del 1 impasto ) e 100 gr di farina, sempre tolta da quella del 1 impasto e fate una biga morbida ma non liquida . Dopo circa 4 ore la vedrete gonfiata e con delle bollicine e sarà pronta . Aggiungetevi quindi l’ acqua (i 50 gr restanti ), mescolate bene a mano, poi il mix degli ingredienti secchi (farina, zucchero e sale), poi trasferite in planetaria usando la foglia , fate incordare e sostituite il gancio alla foglia, fate incordare bene poi per ultimo il burro poco alla volta, facendo poi incordare di nuovo (ci vorranno circa 20 minuti) . Fate lievitare tutta la notte fino a triplicare il volume. La mattina verso le 8,30 formare il secondo impasto . Aggiungete l’ acqua , poi tutti gli ingredienti secchi , i tuorli uno alla volta , fate incordare poi il cioccolato bianco fuso (non caldo , mi raccomando) , il mix aromatico e il burro poco alla volta alla fine. Fare incordare ancora e ultimate con l’ aggiunta dei canditi e albicocche a pezzetti , impastando a mano o con il gancio ma per pochissimo tempo, per non spezzare la maglia glutinica. Fate puntonare (lasciato all’ aria senza toccarlo) sul tavolo infarinato l’ impasto per mezz’ora ora . Vedrete che sarà molle e non potrete lavorarlo per dargli la forma , ma è normale. Trasferite il tutto in un contenitore di plastica coperto con un telo di cotone e poi mettete a riposare in frigo nella parte più alta per un paio d’ ore . Togliete dal frigo, attendere circa un’ ora poi date alcune pieghe (senza esagerare , non dobbiamo “stuzzicare” troppo il glutine), dividete in due panetti, fate la pirlatura con le mani leggermente unte di burro (lisciare l’ impasto con movimenti circolari ), formate due filoncini , uno più corto dell’ altro per le ali, che posizionerete per primo nel pirottino , quello più allungato per il corpo centrale per secondo , a mo’ di croce. Disponetevi le mandorle attaccandole bene , poi fate lievitare fino a che l’ impasto non abbia quasi raggiunto il bordo del contenitore . Decorate con glassa e granella facendo attenzione a non sgonfiare l’ impasto Cuocete a 165 gradi per 50 minuti oppure a 160 gradi per un’ ora. Fate freddare e, se volete ,infilzate con i ferri appositi la colomba facendola riposare capovolta per circa 3/4 ore . Io ho saltato questo passaggio e devo dire che il risultato è stato comunque buono. L’ importante è consumarla non prima di un giorno , conservandola nella carta del pane o in una busta di plastica per alimenti. Ed ora mangiatela e ditemi che ne è valsa la pena 😜😋😊

 

Panini brioche per aperitivo

Saprete già che l’ impasto brioche  è di una versatilità unica , sia per il dolce che per il salato.  Per i miei aperitivi lo utilizzo spesso ed è sempre un jolly,  apprezzato da grandi e piccoli.  Questa versione mini panino è molto sfiziosa , perché consente varie farciture e la possibilità di divertirsi sia nella preparazione che nell’ assaggio . L’ impasto è quello che ho ripreso da una ricetta di un’ amica blogger Anna (blog “ultimissime dal forno ),  vulcanica e piena di idee.  La sua brioche è leggera e morbida , per niente carica di burro e con la giusta dose contenuta di lievito; io vi ho apportato solo qualche piccola variante perché , si sa, ognuna di noi ci mette un po’ di suo in ogni ricetta” ereditata” da altre amiche . Una dose basta per 12/14 panini,  potete tranquillamente raddoppiarla se necessario:  300 grammi di farina (io uso Manitoba e semola rimacinata al 50 %), un cucchiaino di lievito di birra secco (anche meno, ora che fa caldo) un pizzico di sale e un cucchiaino di zucchero,  75 grammi di burro, un uovo intero medio e un albume,  latte quanto basta per impastare (a temperatura ambiente).  Miscelate la farine,  il lievito, sale e zucchero in planetaria (altrimenti con fruste elettriche o a mano), aggiungete un uovo battuto e mezzo bicchiere di latte , poi l’ albume ed altro latte fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Lasciate incordare (ci vogliono almeno 10 minuti), poi il burro morbido a pezzetti.  Lasciate assorbire e incordare di nuovo.  Quando l’ impasto sarà liscio,  morbido ed elastico mettetelo a lievitare in una ciotola di plastica corta da un telo nel forno spento. Ci vorranno un paio d’ ore.  In estate ,dopo un ‘ora , trasferite la ciotola nella parte alta del frigo per ulteriori due ore.  Formate poi delle palline grandi quanto albicocche, schiacciatele sul palmo della mano e chiudetele sotto a mo’ di pacchetto . Disponetele distanziate sulla placca del forno,  spalmatele di latte e fatele crescere un’ oretta. Cottura a 170 gradi per 20/25 minuti tenendo nel forno anche una pirofila piena per 2/3 di acqua per mantenere un po’ di umidità. Una volta cotti potrete farcirli come più vi piace , con robiola e salmone,  con salsa tonnara e pomodoro,  con hummus di ceci e melanzane,  anche dolci,  con crema spalmabile al cioccolato o con ricotta,  fichi e miele.  Insomma,  a voi la scelta.  E buon aperitivo (o merenda) a tutti voi 😉

Bombe fritte . Ricordi d’ infanzia .

Difficile trovare qualcuno che non ami le bombe fritte e che non ne conservi un ricordo dall’ infanzia . Quelle preparate dalle nonne o mamme, oppure quelle di alcune pasticcerie di quartiere, che si mangiavano rigorosamente bollenti e cosparse di zucchero . Vabbe’, mi sto lasciando andare alla commozione e cerco di tornare “sul pezzo”. Questa ricetta che vi propongo è senza uova né patate schiacciate,  provata lo scorso anno con un po’ di titubanza ma… che dire…risultato ottimo,  morbide e goduriose, anzi, è proprio l’ assenza dell’ uovo a renderle così.  Insomma, mi sono entusiasmata e perciò ecco le le dosi , per circa 25 bombe medio piccole: 600 gr di farina (un mix di 300 gr di farina w 350 o Manitoba , 200 gr 00 e 100 gr macinata a pietra tipo 2),  una  bustina di lievito madre essiccato addizionato a lievito di birra (oppure mezza bustina di ldb secco) , 70 gr di zucchero , 250 ml di latte, 80 gr di burro o un bicchierino (80/100 ml)  di olio di girasole,  buccia di arancia grattugiata,  crema spalmabile al cioccolato e/o confettura a piacere.  Mixate le farine, lo zucchero e il lievito secco in planetaria (o a mano) e aggiungere il latte appena tiepido . Usate il gancio a velocità media e fate bene incordare.  Se l’ impasto fosse troppo duro, aggiungete un filo di acqua. Dopo circa 10 minuti incorporate il burro morbido poco per volta  o l’ olio a filo e fate incordare di nuovo . Quando l’ impasto sarà perfettamente liscio ed elastico mettete a lievitare almeno 4 ore.  Vedrete l’ impasto raddoppiato di volume . A quel punto prendete dei pezzetti e formare delle palline grandi come un’ albicocca.  Schiacciatele sul piano di lavoro infarinato e un ognuna mettere un cucchiaino di crema al cioccolato (anche crema pasticcera ) o confettura,  richiudendo a pacchetto riformando delle palline.  Fatele riposare almeno mezz’ ora.  Poi friggetele in olio caldo ma non bollente (come per le castagnole) girandole spesso . A doratura avvenuta,  passatele su carta assorbente e poi nello zucchero semolato.  Servitele calde o tiepide e sentirete gli angioletti cantare 😄

Pandoro sfogliato (senza lievito madre)

 

Quest’ anno,  a livello di pasticceria amatoriale,  lo ricorderò come quello del pandoro e del panettone.  Sono riusciti entrambi, dopo anni di tentativi,  quando ormai pensavo di gettare la spugna.  Per questo pandoro ho seguito la ricetta delle sorelle Simili,  che sono una garanzia per ogni lievitato e lo sono state anche stavolta. Siete pronti a procedere? Dai, possiamo farcela, è impegnativo ma non impossibile.  Occorre solo tanta pazienza e la precisione necessaria prevista dai passaggi. 1) in mattinata (tra le 9 e le 10) preparate una biga con 7 grammi di lievito di birra secco (più di mezza bustina),  60 gr di acqua appena tiepida, 50 gr di farina Manitoba (o con W almeno 300) un cucchiaino di zucchero e un tuorlo a temperatura ambiente.  Lasciate lievitare almeno un’ ora. 2) primo impasto.  Inserite in planetaria la biga e aggiungete,  alternati, un uovo,  25 grammi di zucchero,  2 cucchiaini di acqua,  200 gr di farina Manitoba o similare mista a 2 grammi di lievito secco, 30 grammi di burro. Iniziate con l’ uovo e impastate usando la foglia della planetaria.  Poi alternate a cucchiai farina mista a lievito e zucchero,  molto lentamente,  facendo assorbire gli ingredienti pochi alla volta.  Quando l’ impasto è più sodo usate il gancio della planetaria. Fate incordare bene, almeno 10 minuti. Il burro sarà inserito per ultimo,  ad incordatura quasi completa e proseguite per ulteriori 10 minuti.  In tutto ci vorranno 20/25 minuti.  Inserite in forno in contenitore coperto  (io ho la modalità “lievitazione”  a 40 gradi) o comunque in luogo tiepido e lontano da correnti.  Ci vorrà un’ ora e mezzo almeno.  L’ impasto deve raddoppiare.  3) secondo impasto.  Inserite in planetaria il primo impasto lievitato e aggiungete,  con la sequenza di cui al punto 2, 2 uova intere bio a temperatura ambiente,  100 grammi di zucchero,  200 gr di farina di forza o Manitoba,  1 cucchiaino di sale e la polpa di una bacca di vaniglia.  Fate incordare bene (20 minuti).  Poi a lievitare fino a raddoppio. Trasferite in un contenitore di plastica coperto con pellicola e teli di cotone sulla parte altra del frigo. Questo almeno per un’ ora.  3) sfogliatura.  Togliete l’ impasto dal frigo e trasferitelo sul piano di lavoro leggermente infarinato.  Stendetelo formando un rettangolo (in verticale)  e incorporate 140 gr di burro da sfogliatura (morbido a pezzetti).  Va bene anche il burro bavarese dell’ eurospin, l’ importante è che abbia materia grassa superiore all’ 82%. Chiudere a pacchetto (parte alta e bassa verso il centro)  e schiacciate bene con le mani, il panetto sarà tornato un rettangolo delle dimensioni precedenti.  Fate un quarto di giro verso destra e stendete di nuovo. Io ho steso a mano, ma è bene farlo con il mattarello appena infarinato. Ci vorranno 5/6 giri.  Se l’ impasto si scalda fatelo riposare in frigo prima dei giri successivi.  4)fasi finali. Fate riposare in frigo mezz’ ora, poi chiudete più volte i lembi nella parte sottostante centrale formando una palla liscia, poi procedete con la pirlatura (lisciando la superficie con movimenti circolari delle mani interno al panetto). Fate puntare (riposo della pasta per ammorbidire il glutine),  infine trasferite in uno stampo da pandoro,  se lo avete,  da 750 grammi, con la parte bombata girata verso il basso oppure, come ho fatto io, in uno stampo monouso di carta alimentare (parte bombata verso l’ alto). Infine in forno spento senza funzione a 40 gradi, solo forno chiuso.  L’ impasto dovrà quasi raggiungere il bordo.  Ci vorranno diverse ore,  anche una notte.  Quando la lievitazione sarà ultimata,  cottura a 165 gradi per 40/45 minuti. Io non ho la modalità statica,  ma va bene lo stesso.  E infine, quando lo vedrete dorato,  gonfio che fuoriesce quasi allo stampo, sfornatelo.  Da freddo cospargetelo di zucchero a velo. E pandoro sia!  😄

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Panettone fatto in casa (con lievito di birra)

Paura eh? I  lievitati ” importanti ” sono una bestia nera per i pasticceri amatoriali…chi di noi non ha provato tante, ma tante volte, a fare un panettone o un pandoro decente.  E quanti impasti buttati? Perché non cresceva a dovere, perché non aveva la consistenza giusta, il sapore ecc. Insomma,  pare tutto facile quando leggi, poi in pratica ogni errore è dietro l’ angolo e ti compromette tutto, frustrando ogni aspettativa.  Finalmente quest’anno,  una mia amica valentissima blogger padovana, Federica,  ha postato questa ricetta.  Senza lievito madre ma col lievito di birra (lei lo usa fresco, io opto per quello secco,  che non mi ha mai abbandonata), assicurando che, seguendo bene i passaggi,  il risultato sarebbe stato ottimale. Ho tentato,  senza troppa convinzione a dire il vero. E invece… bona la prima! Impasto lievitato benissimo,  sapore ottimo,  non troppo dolce e burroso il giusto.  Quindi vi riporto la ricetta così come l’ ho acquisita (tranne piccole aggiunte quali il miele miscelato con il rum e la scorza di arancia),  per un panettone da un kg o due da mezzo.  Unica raccomandazione: la qualità degli ingredienti. La farina deve essere Manitoba o comunque di forza, 300 w, non usate la 00,  vi collasserebbe il lievitato.  Il burro anche,  di buona qualità.  Idem per uva passa e canditi.  Se non volete questi ultimi,  non fate il panettone, ma il pandoro.  Questo lievitato avrà tutti questi ingredienti per un motivo è perciò non facciamoci sconti, per avere poi un risultato a metà.  Pronti per la ricetta? Via! 1 giorno) biga,  da preparare verso le 16 (potete anche anticipare,  per esempio alle 13 o 14, l’ importante è far trascorrere 18 ore) usando un grammo di lievito di birra secco   100 gr di farina Manitoba e 60 ml di acqua (non fredda). Miscelare ,  formare un panetto,  coprire con pellicola e far lievitare 18 ore al riparo da correnti a temperatura ambiente.  2 giorno) ore 10 (o prima, se avete preparato al biga in anticipo rispetto a me) aggiungere alla biga,  usando la foglia della planetaria,  2 tuorli e un uovo intero (uova medie),  80 grammi di zucchero,  250 grammi di farina Manitoba miscelata a mezza bustina di lievito di birra  secco,  50 ml di acqua a temperatura ambiente,  60 grammi di burro. Seguite questa sequenza: biga in planetaria, aggiungere 1 tuorlo, fate assorbire,  poi un cucchiaio di zucchero,  poi la farina (sempre a cucchiai) e così via fino ad esaurimento degli ingredienti. Attenzione a fare incordare bene (stendete  un po’ di impasto tra le dita e formerà un velo), stavolta usando il gancio della planetaria, velocità uno. Ci vorranno almeno 20 minuti.  Alla fine aggiungete il burro morbido a fiocchetti, facendo bene assorbire e riottenere un impasto incordato che si stacca dalla boule della planetaria.  Fate lievitare in insalatiera di plastica corta da pellicola e panno di cotone pesante o lana in forno spento per almeno 4/5 ore o cmq fino a raddoppio.  3 fase) h 15 circa.  Prendere il primo impasto e usando il gancio avviate a velocità uno,  aggiungete 2 tuorli,  90 gr di zucchero,  4 grammi di sale, 60 gr di farina Manitoba,  15 grammi di acqua, 100 gr di burro morbido,  20 gr di miele fuso miscelato a caldo (poi freddato) con un cucchiaio di rum e la scorza grattugiata di un arancio.  Seguite la sequenza di cui sopra   il miele e il sale verso la fine, ultimo il burro. Incordate per bene, impasto liscio e morbido che si stacca dalla boule.  Lievitazione fino a raddoppio (insalatiera di plastica, come sopra) comunque almeno 5 ore.  4 fase) trasferire il contenitore coperto nella parte alta del frigo e lasciarlo tutta la notte.  5 fase)  la mattina verso le 7,30 togliete l’ impasto dal frigo e fatelo acclimatare per almeno un’ ora a temperatura ambiente. Poi stenderlo a rettangolo (lato lungo dall’ alto verso il basso) sul tavolo poco infarinato (pochissima farina, mi raccomando) e cospargervi 80 grammi di uva passa ed altrettanti di arancia candita che avrete lasciato macerare in precedenza (durante la notte). Chiudere a pacchetto per bene, stendete a mano e fate un quarto di giro come per la pasta sfoglia.  Ripetete l’ operazione almeno quattro volte. Se vedete l’ impasto troppo molle, pausa in frigo di mezz’ ora circa. Incorporata uva passa e canditi dividere l’ impasto in due (se volete due forme da mezzo kg) e lasciatelo a riposo per mezz ‘ ora sul tavolo o spianatoia (puntatura/fa rilassare il glutine).  Poi schiacciate delicatamente la forma e chiudere i lembi nella parte sottostante formando una palla. Poi con movimenti circolari delle mani lisciate la superficie del lievitato (pirlatura),  passando prima sulle mani un velo di burro.  6 fase (daje, che è quasi fatta)-  trasferite le forme nei contenitori di carta alimentare apposita e mettere in forno chiuso e spento coperte da pellicola e telo. Fate arrivare l’ impasto a due dita dal bordo (5 ore circa) poi,  se avete una lametta o anche un coltellino affilato tagliate la superficie lievemente a croce (senza incidere troppo) mettendo al centro un pezzetto di burro.  Infine,  era ora 😄,  cottura a 160 per 40 minuti in forno statico (ma se non avete questa modalità,  usare anche il ventilato), facendo comunque la prova stecchino alla fine. Poco dopo la fine cottura sarebbe consigliabile farli riposare capovolti (infilzati con stecchi da spiedini o ferri da calza) per alcune ore.  Personalmente ne ho fatto a meno e non sono collassati, ma erano di piccola pezzatura.  Infine tagliateli o conservateli in busta di plastica per alimenti.  Si conservano 4/5 giorni ma, se riescono bene, non dureranno molto 😉. Ve la sentite di provare?  Io dico di sì. Ne vale assolutamente la pena. 👍👍👍

Panini di brioche alle noci.

Questi panini sono un jolly per la mia tavola e, spero, anche per vostra.  Sono lievitati, è vero, e ci vuole un po’ di attenzione,  ma non sono difficili.  Potrete servirli semplici, per accompagnare i piatti di un buffet, oppure farcirli di un ripieno dolce o salato, perché hanno pochissimo zucchero nell’ impasto.  Veniamo alla ricetta: 500 gr di farina divisa al 50 % tra  zero e tipo 1 macinata a pietra,  mezza bustina di lievito di birra secco, un cucchiaio di zucchero,  un pizzico di sale,  3 tuorli, 100 gr di burro, 200 ml di latte,  100 gr di noci sminuzzate.  Iniziamo con una biga, impastando 100 gr di farina con tutto il lievito, un cucchiaino di zucchero e 50 ml di latte appena tiepido.  Impastate bene, con planetaria o a mano, ottenendo un composto molto morbido e quasi fluido.  Dopo circa 45 minuti la biga sarà pronta (gonfiata e con bollicine). Iniziate ad aggiungere,  poco alla volta,  la farina,  i tuorli e il restante latte. Fate incordare bene, almeno 10 minuti, e, verso la fine inserite sale, zucchero e, poco alla volta,  il burro morbido a pezzetti. Continuate a impastare.  Avrete una massa morbida e malleabile (solo se necessario, aggiungere un po’ di latte).  Come ultimo passaggio,  aggiungete le noci, distribuite bene in tutto l’ impasto.  Fate lievitare almeno tre ore in un contenitore coperto da un telo di cotone in luogo riparato (forno chiuso e spento).  Una volta pronto l’ impasto,  dare la forma ai panini: prendere una pallina, girarla sul piano di lavoro col palmo della mano,  schiacciarla e chiuderla a pacchetto nella parte sottostante. Fate così per ogni panino.  Bagnarli con poco latte e farli raddoppiare di volume. Infornateli a 170 gradi per 10/15 minuti, inserendo nella parte bassa del forno una pirofila con acqua al suo interno.  Sfornateli, fateli freddare e consumateli come più vi piace,  anche per la colazione con burro e confettura sono meravigliosi. Fatemi sapere 😉😉😉

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Salotto culinario “Slurp- Ospiti, chiacchiere e fornelli”

Per chi a Roma martedì mattina,  7 novembre, avesse un paio d’ ore da dedicare al buon cibo e all’ arte della pizza e pasticceria partenopee, dalle 10 in poi vi segnalo questo evento, cui sono stata invitata,  veramente interessante.  Nello spazio antistante al ristorante Fresco, terrazza della stazione Termini,  il maestro pizzaiolo Alfredo Forgione e il pasticcere Sabatino Sirica sveleranno agli ospiti qualche segreto della loro arte,  tra aneddoti, dimostrazioni e buon cibo. Non mancheranno il buon bere e approfondimenti sui tipi di farine di qualità.  Io sarò presente, dato il mio amore assoluto per i lievitati dolci e salati della Campania e per le tecniche di lievitazione . Per qualsiasi informazione e chiarimento, chiedete pure a Luigi Savino (320.4739747). Mi raccomando,  se avete disponibilità di una mattinata, aderite numerosi a questo evento, che,  oltretutto,  è gratuito.

 

 

 

Focaccia all’ uva

C’ è ancora tanta uva buona a disposizione e questo facilita tante nostre ricette, facili e buone. Mi raccomando,  che sia italiana e, quando sarà finita,  passate ad altro. I prodotti devono essere di stagione e di casa nostra (salvo la frutta esotica, che uso assai di rado). Questa focaccia è un’ ottima idea sia per una merenda che per un aperitivo,  o anche come antipasto, scegliete voi. Non è né dolce né salata e si sposa bene con tutto. Vi serve: uva bianca Italia (in Toscana usano l’ uva fragola, io non la gradisco, preferisco questa),  un impasto lievitato composto da 200 gr di farina zero e 200 di farina macinata a pietra di tipo 2, mezza bustina scarsa (molto meno della metà)  di lievito di birra secco, un pizzico di sale, 50 gr di zucchero semolato, acqua a temperatura ambiente quanto basta x avere un panetto morbido  e un po’ di zucchero grezzo per la copertura.  La lavorerete bene,  con planetaria o a mano rendendola morbida, liscia e priva di grumi. Lievitatela per almeno tre ore, al riparo da correnti,  anche in forno spento e chiuso.  Poi stendetela in teglia (prima sul tagliere a mano, poi trasferita in teglia leggermente oleata) ,  cospargetela di mezzi acini privati di semi e zucchero grezzo.  In forno preriscaldato a 190/200 gradi per 20/30 minuti fino a doratura del bordo. Servitela calda,  e abbinateci un bel vino, lascio a voi la scelta.  Potrà mangiarla anche chi sta attento al peso, è sana e leggera, ma ugualmente buona 😉.