Focaccia di semola con cipolle rosse in agrodolce

A chi non piace la focaccia (come la pizza o il pane casalingo) ? Per farla per bene basta solo qualche accorgimento,  e mangerete un lievitato gradevole e digeribile,  che vi farà concedere un bis o un tris senza troppi sensi di colpa. In primo luogo la farina: usate quella giusta,  evitate la 00,  ma una che garantisca un buon risultato con la media/lunga lievitazione.  Io ho fatto un mix al 50 % tra semola speciale per pizze e focacce e una 0,  sempre per pizze .  Nella specie 250 +250 gr.  In alternativa,  anche suddividerla in tre parti , aggiungendo una farina di media forza  w 350. Ora il lievito.  Io mi trovo bene con quello di birra secco o un estratto secco di lievito madre misto a quello di birra. Come quantità , ne uso meno di quanto indicato sulla bustina.  Di solito meno di mezza bustina per mezzo kg di farina.  Mi riprometto però di usarne ancora meno prolungando le ore di lievitazione.  Aggiungo un pizzico di sale e acqua appena tiepida,  di peso pari alla metà,  anche  più , rispetto alla farina. Faccio andare la planetaria con gancio per almeno 10/15 minuti.  L’ impasto dovrà essere liscio, morbido e bene incordato . Lo lascio lievitare per tre ore in luogo tiepido , se occorre (giorni freddi) nel forno con funzione camera di lievitazione a 40 gradi.  Dopo,  quando l’ impasto si sarà gonfiato, trasferisco in una insalatiera (involtata con un panno) nella parte alta nel frigo per altre tre ore. Poi tolgo dal frigo,  lascio acclimatare, poi stendo su due teglie circolari unte leggermente di olio e lascio riposare il tutto un’ ora. Nel frattempo metto a stufare 3 cipolle rosse con poca acqua e olio . A metà cottura aggiungo sale, un cucchiaino abbondante di zucchero e aceto balsamico.  Lascio asciugare,  mantenendole comunque morbide. Una volta fredde , le cospargo sulla pasta lievita.  Metto in forno preriscaldato a 200 gradi per 20/30 minuti (dipende dai ns forni)vino a doratura del bordo  e servo immediatamente . Se non gradite le cipolle, potete condirle a vs scelta,  pomodorini e olive, formaggi, patate ecc.  Volete provare ? Dai, che si può fare 😉😉😉

Salotto culinario “Slurp- Ospiti, chiacchiere e fornelli”

Per chi a Roma martedì mattina,  7 novembre, avesse un paio d’ ore da dedicare al buon cibo e all’ arte della pizza e pasticceria partenopee, dalle 10 in poi vi segnalo questo evento, cui sono stata invitata,  veramente interessante.  Nello spazio antistante al ristorante Fresco, terrazza della stazione Termini,  il maestro pizzaiolo Alfredo Forgione e il pasticcere Sabatino Sirica sveleranno agli ospiti qualche segreto della loro arte,  tra aneddoti, dimostrazioni e buon cibo. Non mancheranno il buon bere e approfondimenti sui tipi di farine di qualità.  Io sarò presente, dato il mio amore assoluto per i lievitati dolci e salati della Campania e per le tecniche di lievitazione . Per qualsiasi informazione e chiarimento, chiedete pure a Luigi Savino (320.4739747). Mi raccomando,  se avete disponibilità di una mattinata, aderite numerosi a questo evento, che,  oltretutto,  è gratuito.

 

 

 

Iniziamo l’ avventura

“Un altro sito di cucina?” vi starete chiedendo…  In effetti siamo circondati da blog e siti che non parlano d’altro, ricette di ogni tipo, buone e non, ci vengono proposte ogni minuto. Facili, veloci, etniche, regionali, vegane, vegetariane, crudiste, insomma, di tutto e di più. “Vabbe’”, dice il mio webmaster, “in cosa vorresti differenziare il tuo spazio dalla molteplicità delle proposte di questo settore, visto che non stai trattando temi di grande originalità?” Bella domanda. In effetti ho tante idee per la testa, ma un concetto chiaro e personale della cucina lo avrei.  Ed è intesa come attenzione, un gesto affettuoso per le persone cui sono destinate le nostre preparazioni, facili o complesse che siano. Fin dalla nostra infanzia siamo abituati a ricevere cibo non solo come nutrimento, ma come gesto amorevole (della mamma, delle nonne), che ci rassicuri e ci faccia felici. E secondo me continua così anche da grandi. Una giornata storta si rasserena subito se troviamo a tavola il nostro piatto preferito, vale lo stesso quando lo prepariamo da soli (come succede a me). Insomma, al primo posto metterei questo, tratto distintivo del cibo l’attenzione e l’affetto per chi amiamo. Subito dopo metterei la tranquillità. Non lasciamoci fuorviare da quanto passano in tv sulla velocità , le gare e il “tutto pronto in dieci minuti” . Ogni preparazione ha i suoi tempi e vanno rispettati. E’ chiaro che esistono migliaia di ricette semplici di per sè, basate solo sulla qualità della materia prima, sul prodotto di stagione. E ben vengano, ne inserirò parecchie in questo spazio. Ma dimezzare i tempi di ricette che, per riuscire bene, necessitano di più tempo, solo per renderle alla portata di tutti, è sbagliato e scorretto, secondo me. Una sorta di “vincere facile” che poco ha a vedere con l’amore per la cucina.  Perciò prendiamoci i nostri tempi, dedichiamo quanto decidiamo o possiamo ai nostri piatti, ma, per carità, evitiamo di snaturare una bella ricetta che, se ha la sua tempistica, ci sarà una ragione. Infine, la qualità degli ingredienti. Avete notato che in buona parte delle pagine, blog e video ricette, non si fa mai riferimento a un ingrediente specifico, lo si fa solo in modo generico? La farina è farina senza distinzioni (al massimo zero o doppio zero, nelle migliori ipotesi manitoba) e non si consiglia mai un tipo adatto alla nostra preparazione? Idem per i vegetali (i pomodori, tutti uguali, quando in realtà e per fortuna, in Italia ci sono svariate qualità), i tipi di pasta (e, anche qui, abbiamo di solito l’imbarazzo della scelta), e via discorrendo. Insomma, io ce la metterò tutta per trasmettervi questa mia idea di cucina. E spero che vogliate seguirmi e interagire in tanti. Intanto vado ad inserire qualche ricetta. Buona giornata!