Frappe, mica chiacchiere!

A Roma le chiamiamo frappe, non ammettiamo eccezioni, anche se in ogni parte d’Italia diventano, a seconda delle zone, cenci, bugie, chiacchiere ecc. Ma sapete com’è, noi romani siamo diretti e non ci giriamo intorno ; chiamiamo tutto con il suo nome e non arretriamo di un millimetro. E poi , come già detto per le castagnole, devono essere fritte , anche qui rigore e intransigenza , mi raccomando. Quanto alla ricetta , io vi consiglio quella del maestro Massari, che prevede l’uso della farina Manitoba, ricca di glutine . Io la smezzo con la doppio zero e vi assicuro che il risultato è eccezionale. La maglia glutinica rende l’impasto quasi impermeabile all’olio di frittura e le frappe saranno asciutte e croccanti come poche altre che troverete nel web. Vi occorrono: 250 gr di farina Manitoba, 250 gr di farina 00, 60 gr di zucchero, 3 uova medie, un bicchierino e mezzo di limoncello o grappa, la buccia grattugiata di un limone bio, 60 gr di zucchero, 60 gr di burro. Impastate tutto fino ad ottenere un impasto liscio e malleabile. Fate riposare 2/3 ore coperto con un telo di cotone. Poi stendete le sfoglie con la macchina per la pasta . Fatele sottili, fino al penultimo foro che regola lo spessore. Tagliatele con la ruota e friggetele subito in olio di girasole caldo ma non bollente. Giratele velocemente e, una volta dorate, passatele su carta assorbente. Alla fine zucchero a velo. Vi dico solo: provatele. Poi fatemi sapere.