Torta caprese al cioccolato

Un must della pasticceria campana che, per nostra fortuna ,  ha trovato ampia diffusione in tutta Italia.  È semplice da fare, richiede solo un po’ di attenzione nella cottura ma nulla di trascendentale.  Seguo da anni questa ricetta collaudata , non si può sbagliare.  Gli ingredienti, per una torta di 25 cm circa di diametro (8/10 persone): 250 grammi di mandorle tritate , 230 grammi di cioccolato fondente fuso a bagnomaria con 150 grammi di burro,  5 uova medie (tuorli separati da albumi) ,220 grammi di zucchero,  1 cucchiaio di amido di mais, la punta di un cucchiaino di cremor tartaro.  Montate gli albumi (pizzico di sale) e quando li vedrete raddoppiati aggiungete metà dello zucchero misto al cremor tartaro.  Metteteli da parte . Montate i tuorli con il restante zucchero , aggiungete la farina di mandorle alternata a cioccolato fuso più burro mescolando con la frusta della planetaria o fruste elettriche.  Per ultimi gli albumi,  mescolando dal basso all’ alto con delicatezza. In forno a 180 gradi per 30 minuti, poi a 170 per 7/8 minuti. Lasciatela poi a forno spento con sportello socchiuso per altri 7/8 minuti.  Estraetela e fatela freddare.  Cospargetela di zucchero a velo. Non cuocetela oltre i tempi previsti,  deve restare umida all’ interno. Ve la consiglio per tante occasioni,  feste, cene tra amiche o pausa golosa solo per voi. Provatela mi raccomando !

Non e’ Pasqua senza pastiera…

  • Avendo (orgogliosamente)  origini meridionali , come avrete intuito sono assai sensibile a devota a tutte le ricette che vanno da Roma in giù. E la pastiera è una di quelle ; la preparo da circa 25 anni, ho affinato tecniche e messo a punto il procedimento , comunque devo dire che è un dolce che richiede la sua tempistica ma in sostanza facile . Non dovrete transigere su alcuni punti però: lo strutto nella frolla,  la ricotta di buona qualità e la cottura senza fretta. La frolla della pastiera deve essere “elastica”  e diventa tale con uova intere e strutto, che non la rende più pesante rispetto al burro, non temete.  Fatela come da tradizione e non ve ne pentirete.  Ora però basta introduzioni e veniamo alla ricetta.  Per due pastiere medie (ruoto di circa 24/24 cm) occorre,  per la frolla: 500 gr di farina, 200 gr di strutto raffinato , 200 gr di zucchero,  2 uova intere e la buccia grattugiata di un limone o un arancio.  Lavoratela poco, come per le crostate e mettetela a riposare in frigo un’ oretta.  Per la crema di ricotta: 500 gr di ricotta (mista, di pecora e vaccina, anche solo vaccina,  basta che sia di ottima qualità ) , 500 gr di zucchero , 500 gr di grano cotto ben sciacquato (messo poi a fuoco dolce con una noce di burro e poco latte ) 5 uova intere, 100 gr di canditi (cedro o arancio),  una fialetta di aroma fior d’arancio. Mescolate bene tutto e riempite i gusci di frolla.  Formate le strisce e incrociatele a mo’ di rombi (per tradizione ne andrebbero 7 ma la decorazione si sconbina un po’ , divenendo imprecisa) e fate cuocere in forno già caldo a temperatura media,  175 gradi , non di più,  per un’ ora e mezzo. Saranno pronte quando avranno assunto il classico colore ambrato.  Fatele freddare e riposare per almeno due giorni.  E ora provatele, che ne vale la pena😉.

Pasta e patate con la provola (comfort food cercasi)

 

Sono giornate fredde, “febbraio corto e amaro” diceva qualcuno . Anche se a Roma avremo, sì e no, al massimo dieci giorni di vero freddo in un anno,  questo breve periodo lo facciamo fruttare a tavola con una serie di comfort food che ci rimettono un sesto,  sia con l’ umore che con la temperatura . E cosa c’è di meglio,  una bella pasta e patate ? Un piatto povero,  presente su tutte le tavole fino agli anni 70, poi un po’ meno, dato che le nostre tavole si sono fatte più ricche e poco inclini al risparmio. Quella che propongo è la versione campana con la provola,  che rende la minestra ancora più buona trasformandola in un piatto unico.  È molto semplice, ma di assoluta soddisfazione.  Vi servono (per ogni persona)  2 patate medio piccole,  una tazza abbondante di brodo vegetale , 40 gr di pasta corta (anelletti siciliani o pasta mista),  150 gr di provola di ottima qualità tagliata a dadini, olio evo, salvia tritata (o altra spezia a piacere), poco peperoncino secco tritato, se piace.  Fate cuocere le patate a pezzetti e, prima che siano completamente cotte, unire la pasta. Una volta cotta la pasta (lasciata al dente) , lasciatela nel tegame per 5/8 minuti a stiepidire, poi aggiungete la provola a dadini,  salvia e peperoncino.  Scodellatela e versateci un po’ di olio evo a crudo. E a questo punto godetevi il paradiso, lasciando il freddo fuori dalla porta e dal vostro spirito 😉.